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Ulcere Ischemiche |
Il trattamento elettivo delle ulcere arteriopatiche è la rivascolarizzazione chirurgica degli arti inferiori. Tuttavia, l’OTI può essere efficace in casi selezionati quando la rivascolarizzazione non condice alla risoluzione delle lesioni ischemiche. In alcuni casi prepara ad un successivo tentativo di innesto cutaneo.
L’European Committee for Hyperbaric
Medicine (ECHM) ha stabilito con la 1° Conferenza di Consenso Europea sulla
Medicina Iperbarica (Lille,Francia,1994) l’OTI
è raccomandata (raccomandazione di tipo 2)
nel paziente con patologia arteriosa ostruttiva in presenza di ischemia
critica cronica, come definita dalla conferenza di consenso europea sull’ischemia
critica, se pTcO2 >50 mmHg in condizioni iperbariche (2.5 ATA, 100% O2).
Il
Gruppo di studio sulle arteriopatie periferiche della SIAPAV (Società Italiana
di Angiologia e Patologia Vascolare) ritiene l’OTI di supporto e indicata per
accelerare la guarigione di lesioni trofiche in pazienti già sottoposti a
trattamenti farmacologici e/o chirurgici adeguati alla malattia vascolare
periferica o nella preparazione al trattamento chirurgico in pazienti con
sovrainfezioni destinati all’impianto di una protesi vascolare
(raccomandazione 22).
Raccomandazioni SIMSI
ú
Ulcere
ischemiche in cui l’ischemia è stata
corretta
(paziente rivascolarizzato) ma persiste ipossia perilesionale (pTcO2<40mmHg,
PA Sist. alla caviglia>40 mmHg) quindi:
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ulcere
apicali (dita, deiscenza di precedenti amputazioni minori) |
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ulcere in attesa di innesti cutanei
dermo-epidermici o impianti bioingegnerizzati in cui la pTcO2
sia <40mmHg |
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pazienti con ulcere sovrainfette
destinati all’impianto di una protesi vascolare nella preparazione al
trattamento chirurgico di rivascolarizzazione |
ú
Ulcere
ischemiche nel paziente non operabile
per ragioni legate
alle condizioni cliniche generali o a problematiche tecniche (con
pTcO2 basale >20 mmHg, , PA Sist.
alla caviglia<40 mmHg),quindi ulcere
apicali (dita, deiscenza di precedenti amputazioni minori), ulcere
in attesa di innesti cutanei dermo-epidermici o impianti bioingegnerizzati
in cui la pTcO2 sia
<40mmHg,
ma:
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con
flusso sostenuto da circoli collaterali emodinamicamente validi o in
pazienti infusi con prostanoidi o impiantati con elettrostimolatore
midollare. |
ú
Ulcere
ischemiche-gravemente ipossiche nel paziente, con steno-ostruzioni periferiche,
non operabili
per ragioni legate
alle condizioni cliniche generali o a problematiche tecniche (pTcO2
basale <20 mmHg, pressione alla caviglia <40 mmHg),
quindi ulcere apicali (dita,
deiscenza di precedenti amputazioni minori), ulcere in attesa di innesti cutanei dermo-epidermici
o impianti bioingegnerizzati in cui la pTcO2
sia <40mmHg,
ma:
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in
tal caso è possibile attuare l’oxygen
challange, che consiste nella respirazione di ossigeno puro (FiO2=100%)
in condizioni di normo o iperbaria. L’OTI non è indicata qualora i valori di pTcO2 durante
il challange test
risultino rispettivamente <10
mmHg o <50 mmHg |
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in pazienti non operabili precedentemente
sottoposti ad amputazione maggiore |