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Ulcere da pressione

Trattamento primario delle ulcere da pressione è l’eliminazione della causa scatenante, il supporto nutrizionale e la medicazione dell’ulcera cutanea. Spesso si fa ricorso alla chirurgia con escissione dell’ulcera e chiusura per prima intenzione, innesto cutaneo o utilizzo di lembi cutanei. L’OTI è solo occasionalmente utile in caso di osteomielite o di sofferenza di innesti e lembi subito dopo il loro confezionamento allo scopo di aumentare le possibilità di attecchimento e diminuire di conseguenza il rischio di infezione e di fallimento dell’intervento (in relazione alle sedi delle lesioni iniziali)

 Raccomandazioni SIMSI e pratica clinica

A.  - Ulcere da pressione in pazienti paraplegici con aspettativa di vita lunga

 

 

 

in vista di intervento ricostruttivo o nell’immediato post-operatorio nel caso di sofferenza dell’innesto o lembo scolpito

B.    - Ulcere da pressione (specie dei talloni) in pazienti di qualsiasi età con possibilità di   riabilitazione

 

 

 

 

in vista di intervento ricostruttivo o nell’immediato post-operatorio nel caso di sofferenza dell’innesto o lembo scolpito.

     C. - Nel caso di ulcere degli arti inferiori è necessario attuare lo studio vascolare prima di

      avviare il paziente all’OTI.

      D. - E’ necessaria una valutazione per una possibile rivascolarizzazione chirurgica .

      E. - L’OTI è indicata elettivamente nelle ulcere da pressione in presenza di un flusso  

        ematico efficace (PA Sist. alla caviglia>40 mmHg).

       F. - L’ossimetria transcutanea guida alla corretta applicazione dell’OTI. Una

        pTcO2basale  >10mmHg risulta essenziale per l’indicazione all’OTI, una pTcO2 basale

            >20mmHg, nei  pazienti diabetici.