ASSESSORATO DELLA SANITA'
DECRETO 28 aprile 1999.

REGIONE SICILIA
Attuazione nella Regione siciliana delle linee guida per la gestione delle camere iperbariche e protocolli diagnostici e terapeutici per l'uso dell'ossigenoterapia iperbarica.

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge regionale 3 novembre 1993, n. 30; 

Vista la legge regionale n. 33/94;
Vista la legge regionale n. 34/95;

Visto il decreto legislativo n. 502/92, così come modificato dal decreto legislativo n. 517/93;

Viste le circolari assessoriali: n. 385 del 6 agosto 1987 "Adeguamento delle normative di sicurezza degli impianti iperbarici"; n. 633 del 9 marzo 1992 "Norme relative alla rete iperbarica regionale"; n. 825 del 7 agosto 1998 "Circolare assessoriale n. 633/92 - Normative relative alla rete iperbarica regionale - Precisazioni";

 

Vista la comunicazione prot. n. DPS.VI/4.6/844 del 23 dicembre 1997, con la quale il Ministero della sanità informava che il Consiglio superiore di sanità aveva individuato le indicazioni per le quali esistevano evidenze scientifiche conclusive per l'ossigenoterapia iperbarica (OTI), facendo presente che solo per tali indicazioni l'onere della prestazione poteva essere posto a carico del servizio sanitario nazionale;

 

Viste le linee guide dell'ISPESL emanate dal Ministero della sanità con nota prot. n. DPS.VI/4.6/655 del 7 agosto 1998 "La gestione delle camere iperbariche multiposto in ambiente clinico";

 

Visto il documento del Consiglio superiore di sanità dal titolo "Protocolli diagnostici e terapeutici per l'uso dell'ossigenoterapia iperbarica (OTI)", 

divulgato dal Ministero della sanità con nota circolare prot. n. DPS.VI/4.6/50 del 21 gennaio 1999, con il quale sono state ampliate su base sperimentale le indicazioni terapeutiche per l'ossigenoterapia iperbarica e definiti i protocolli diagnostici e terapeutici miranti a valutare la reale efficacia della OTI in tali patologie;

 

Preso atto che il Ministero della sanità con la circolare sopra esplicitata ha fatto presente che l'onere delle prestazioni erogate può essere posto a carico del servizio sanitario nazionale solo se le stesse vengono fornite nell'ambito dei predetti protocolli e che il periodo di sperimentazione dei protocolli è di due anni;

 

Ritenuto di dover conferire certezze notiziali alle citate indicazioni ministeriali;

 

Ritenuto, conseguentemente, di dover procedere all'emanazione formale delle stesse;

 

Decreta:

 

Art. 1

Per i motivi indicati in premessa, trovano attuazione nella Regione siciliana le linee guide ISPESL "La gestione delle camere iperbariche multiposto in ambiente clinico" e il documento del Consiglio superiore di sanità "Protocolli diagnostici e terapeutici per l'uso dell'ossigenoterapia iperbarica", che fanno parte integrante del presente decreto.

 

Art. 2

I centri iperbarici della Regione, nel trattamento delle patologie ammesse, dovranno attenersi alle procedure operative previste dai protocolli diagnostici 

e terapeutici nonché provvedere alla compilazione delle schede statistiche di rilevazione allegate al documento del Consiglio superiore di sanità e all'invio delle stesse al Ministero della sanità.

 

Art. 3

Nella Regione siciliana i responsabili dei centri iperbarici pubblici sono i dirigenti di II livello preposti ai servizi di anestesia e rianimazione. I responsabili dei centri iperbarici privati dovranno essere in possesso della specializzazione in anestesia e rianimazione o in medicina iperbarica.

 

Art. 4

Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei conti e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.

Palermo, 28 aprile 1999.

SANZARELLO 

 

Registrato alla Corte dei conti, Sezione controllo per la Regione siciliana, addì 24 maggio 1999.

Reg. n. 1, Assessorato della sanità, fg. n. 7.

 

Allegati

 

LA GESTIONE IN SICUREZZA DELLE CAMERE IPERBARICHE MULTIPOSTO IN AMBIENTE CLINICO

Linee guida ISPESL

 

1 - CAMPO DI APPLICAZIONE

2 - VALUTAZIONE DEL RISCHIO

Il datore di lavoro, nell'ambito della valutazione del rischio di cui all'art. 4, comma 1 del decreto legislativo n. 626/94, individua le misure di sicurezza per le camere iperbariche tenendo conto anche delle informazioni e dei dati rilevabili ai fini dell'individuazione dei rischi connessi alla peculiarità dell'installazione e dell'utilizzo della camera iperbarica.

 

3 - MISURE DI SICUREZZA

Nei capitoli seguenti sono descritte misure di sicurezza per la gestione degli impianti iperbarici, che devono comunque essere valutate ed eventualmente integrate dai datori di lavoro gestori di impianti iperbarici, in fase di valutazione dei rischi.

 

4 - LOCALI DESTINATI ALLA INSTALLAZIONE DELLE CAMERE IPERBARICHE

Nel presente capitolo sono descritte le misure di sicurezza riguardanti i locali destinati al contenimento ed al funzionamento delle camere iperbariche.

7 - SISTEMI DA INSTALLARE IN UNA CAMERA IPERBARICA

Nel presente capitolo vengono esaminati i seguenti impianti e sistemi necessari per il funzionamento in sicurezza delle camere iperbariche:

- impianto elettrico;

- sistemi di circolazione dei flussi gassosi;

- sistema antincendio.

7.1 - Impianto elettrico Nel presente capitolo sono descritte le misure di sicurezza relative agli impianti elettrici, alle apparecchiature elettriche ed ai pericoli derivanti da strumentazioni elettriche.

Le prescrizioni relative all'impianto elettrico si basano sul presupposto che all'interno delle camere iperbariche multiposto non devono aversi concentrazioni di ossigeno nell'aria superiori al 23,5% sia in funzionamento normale che in funzionamento anormale ragionevolmente prevedibile.

L'individuazione delle caratteristiche degli impianti elettrici è stata fatta ipotizzando la presenza di tre barriere fra l'esercizio delle camere in condizioni di sicurezza e la situazione di pericolo.

Le tre barriere ipotizzate sono:

- l'erogazione di ossigeno attraverso dispositivi funzionanti solo in presenza di un paziente;

- il monitoraggio continuo della percentuale di ossigeno al l'interno della camera;

- la realizzazione di impianti elettrici, all'interno della camera, in esecuzioni a sicurezza intrinseca.

In casi particolari è possibile usare soluzioni alternative alle singole barriere indicate purché vengano comunque garantite uguali condizioni di sicurezza assicurate dalle tre barriere.

L'abbattimento di due barriere deve provocare il blocco e la messa in sicurezza dell'impianto.

 

7.1.2 - PROGETTAZIONE E COMPONENTI

L'impianto elettrico deve essere realizzato a regola d'arte. Gli impianti 

realizzati secondo le indicazioni della norma CEI 64-4 "impianti elettrici nei 

locali adibiti ad uso medico", per i locali di terapia intensiva, della norma 

CEI 64-8 "impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 

1.000 V in corrente alternata e a 1.500 V in corrente continua", per gli 

ambienti a maggior rischio in caso di incendio, ed alla norma CEI 64-2 "impianti 

elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione" con le modifiche apportate in 

questo capitolo, si considerano eseguiti a regola d'arte. Le disposizioni di 

questo capitolo non sono esaustive per tutte le situazioni di rischio; in 

particolare per situazioni di rischio non usuali devono essere ricercate 

specifiche disposizioni in materia.

Tutti i componenti devono essere realizzati a regola d'arte. I componenti 

realizzati secondo le specifiche norme CEI si considerano realizzati a regola 

d'arte.

 

7.1.3 - IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE

 

7.1.3.1 - Installazione

Gli impianti e gli apparecchi d'illuminazione, ad eccezione di quanto riportato 

agli articoli 7.1.3.2 e 7.1.3.3, devono essere installati all'esterno delle 

camere e devono essere posizionati in maniera da illuminare l'interno delle 

camere attraverso opportuni oblò o mezzi di trasporto della luce (ad esempio 

fibre ottiche). I componenti degli oblò devono:

- essere conformati in maniera da non subire deterioramenti o rotture provocati 

dalle sollecitazioni meccaniche e termiche causate dalle lampade;

- non raggiungere temperature tali da innescare possibili incendi all'interno 

della camera.

I mezzi di trasmissione della luce devono:

- essere adatti alle connessioni realizzate in fibra ottica o sistemi 

equivalenti;

- avere guarnizioni che consentano la dilatazione termica delle giunzioni e che 

siano affidabili in relazione alla temperatura, alla pressione ed al tipo di 

gas. Le guarnizioni ad anello devono essere posizionate, per esempio, 

all'interno di opportune sedi, così da impedire la loro rottura o il loro 

deterioramento; le guarnizioni possono anche essere realizzate con il 

funzionamento a doppia battuta, per sostenere le dilatazioni termiche e la 

pressione interna.

 

7.1.3.2 - Apparecchi d'illuminazione interni

E' consentito installare apparecchi d'illuminazione interni purché:

- siano di tipo chiuso, e pressurizzato con circolazione di aria pulita o gas 

inerte ad una pressione di almeno 0,25 kPa superiore alla massima pressione di 

esercizio della camera. Essi, inoltre, devono essere muniti di dispositivi di 

controllo della pressione e della temperatura che intervengano nel caso in cui 

la pressione scenda al di sotto di 0,25 kPa o la temperatura superi 60°C;

- gli alimentatori e gli altri accessori, nel caso si usino lampade 

fluorescenti, siano posizionati fuori della camera in appositi contenitori 

opportunamente ventilati;

- i componenti elettrici dell'impianto fisso d'illuminazione siano in grado di 

resistere ad una pressione di esercizio pari ad 1,5 volte la pressione massima 

di esercizio della camera. Le lampade elettriche portatili devono essere 

rispondenti alle prescrizioni riportate al punto 7.1.6.

 

7.1.3.3 - Illuminazione di sicurezza

Le camere dotate di apparecchi d'illuminazione interni (rif. 7.1.3.2) devono 

essere dotate di impianto d'illuminazione di sicurezza esterna ad attivazione 

automatica (rif. 7.1.5.1).

 

7.1.4 - IMPIANTI DI SERVIZIO

 

7.1.4.1 - Alimentazione elettrica

Le condutture di alimentazione della camera non devono attraversare altri luoghi 

a maggior rischio in caso di incendio o devono essere realizzate in maniera da 

resistere all'incendio per il tempo necessario alla messa in sicurezza della 

camera. Tale protezione deve essere garantita anche nel caso d'incendio che si 

sviluppi in prossimità della camera mentre essa è in funzione.

 

7.1.4.2 - Apparecchiature elettriche

I quadri, gli interruttori, i fusibili, i contatori, i trasformatori, i 

reattori, ecc., necessari per il funzionamento degli impianti elettrici fissi 

devono essere posizionati fuori dalla camera iperbarica.

Si raccomanda vivamente di non installare motori elettrici all'interno delle 

camere.

Quando risulta assolutamente indispensabile installare motori elettrici 

all'interno delle camere essi devono essere pressurizzati con aria o gas inerte 

(rif. 7.1.3.2) o devono essere dotati di equivalenti sistemi di sicurezza.

 

7.1.4.3 - Sistemi di controllo e comando

Tutte le apparecchiature elettriche ed i dispositivi di controllo e comando 

devono essere posizionati all'esterno della camera nelle sue immediate 

vicinanze. I sistemi elettrici per il controllo dei parametri ambientali 

utilizzanti sensori o trasduttori, installati all'interno della camera o a 

contatto diretto con la sua atmosfera, devono essere a sicurezza intrinseca di 

categoria "ia", gruppo IIC e classe della temperatura T5 come definito dalle 

relative norme CEI.

 

7.1.4.4 - Presenza di ossigeno

I quadri ed i banchi di comando e gli altri dispositivi al cui interno sono 

contemporaneamente ubicati condutture di ossigeno e componenti elettrici devono 

essere permanentemente ventilati o monitorati al fine di evitare o evidenziare 

la presenza di concentrazioni pericolose di ossigeno al loro interno quando i 

componenti elettrici sono in tensione.

 

7.1.4.5 - Prese a spina ad installazione fissa

E' vietato installare prese a spina all'interno delle camere. Qualora la loro 

installazione risulti indispensabile esse devono essere di tipo interbloccato ed 

in esecuzione di sicurezza contro le esplosioni (ex), gruppo II, sottogruppo 

B+H2 quando previsto dall'esecuzione di sicurezza scelta, classe di temperature 

T5.

 

7.1.4.6 - Grado di protezione degli involucri

Le apparecchiature elettriche interne alla camera devono essere protette dalla 

penetrazione dell'acqua (grado di protezione non inferiore a IP X5 secondo la 

norma CEI 70-1). La protezione deve essere mantenuta fino a quando la camera non 

viene decompressa.

 

7.1.5- SISTEMI DI SICUREZZA

 

7.1.5.1 - Alimentazione

Tutte le camere iperbariche predisposte per la cura di persone devono essere 

dotate oltre che di alimentazione ordinaria anche di alimentazione di sicurezza. 

Le camere iperbariche ubicate negli ospedali possono essere connesse 

all'impianto di sicurezza dell'ospedale. Il tempo di intervento della sorgente 

di sicurezza deve essere non superiore a 15 s. L'autonomia della sorgente deve 

essere tale da far funzionare in sicurezza o da mettere in sicurezza la camera.

Quando necessario, per ciascun circuito deve essere predisposto un sistema 

ritardato manuale o automatico di rialimentazione al fine di evitare un 

sovraccarico transitorio eccessivo della sorgente di sicurezza nella fase di 

ripresa dell'energia.

 

7.1.5.2 - Circuiti di sicurezza

Tutte le apparecchiature elettriche che supportano funzioni vitali devono essere 

connesse con l'impianto elettrico di sicurezza. Esempi non esaustivi di 

apparecchiature vitali sono:

a) prese a spina ubicate all'interno delle camere;

b) impianto di illuminazione di sicurezza;

c) sistemi di comunicazione e sorveglianza;

d) impianti di allarme e segnalazione;

e) impianto antincendio. Le pompe (se installate) devono essere alimentate 

tramite circuito separato dedicato;

f) dispositivi di comando per la pressurizzazione e depressurizzazione della 

camera, se questi sistemi risultano automatizzati.

 

7.1.5.3 - Controllo dell'atmosfera della camera

Tutte le apparecchiature elettriche, compresi gli ausiliari, necessarie per il 

controllo dell'atmosfera della camera devono essere collegate a regola d'arte 

all'impianto di sicurezza (generatore di emergenza).

Quando la riserva d'aria è in grado di mantenere la pressione e la ventilazione 

dentro la camera, e le camere sono provviste di stoccaggio di aria ad alta 

pressione di sufficiente capacità volumetrica per una sua veloce 

pressurizzazione, non è necessaria una seconda sorgente di energia per 

assicurare ai pazienti nella camera un'adeguata ventilazione e proteggerli da 

una rapida decompressione.

 

7.1.5.4 - Continuità di esercizio

I sistemi di controllo e di allarme devono essere progettati in maniera che non 

possano manifestarsi condizioni di pericolo (per esempio la perdita del 

controllo della pressione, allarmi spuri, ecc.) nelle fasi di mancanza di 

energia elettrica o nella fase del suo ripristino.

 

7.1.6 - APPARECCHI PORTATILI

Le apparecchiature elettriche ed elettroniche, comprese quelle alimentate a 

batteria, devono essere costruite a regola d'arte e rispondere ad almeno uno dei 

seguenti requisiti:

- essere costruite a sicurezza intrinseca (categoria "ia", gruppo IIC, classe 

della temperatura T5); oppure

- essere di tipo pressurizzato in aria o gas inerte (rif. anche 7.1.4. l); 

oppure

- essere del tipo ermeticamente sigillato riempito con gas inerte e progettate 

per essere automaticamente sezionate elettricamente quando la temperatura 

interna della lampada supera i 120°C o quando la pressione interna subisce 

variazioni superiori al 10% della pressione iniziale.

Qualora debbano essere utilizzati apparecchi elettromedicali non realizzati a 

sicurezza intrinseca, il loro uso può essere ammesso soltanto se la camera è 

munita di efficienti segnalatori della percentuale d'ossigeno che, in caso di 

aumento dell'ossigeno di oltre il 23,5%, interrompono automaticamente 

l'alimentatore dell'ossigeno e immettono aria nei circuiti dell'ossigeno stesso; 

inoltre deve essere in funzione il "lavaggio" dell'aria ambiente, cioè un 

drenaggio continuo dell'aria che viene sostituita continuamente da aria 

controllata.

 

7.1.7 - RISCHIO DI ESPLOSIONE

Deve essere impedita la presenza d'ossigeno in concentrazione superiore al 

23,5%.

Nessun componente installato o usato all'interno della camera deve presentare 

rischi d'esplosione o implosione.

 

7.1.8 - PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI

La camera deve essere collegata al nodo equipotenziale e la resistenza di 

collegamento deve essere non superiore a 0,15 ž. Ai fini della protezione contro 

i contatti indiretti e dell'equipotenzializzazione del potenziale la camera deve 

essere fornita di tutti i dispositivi previsti per i locali di terapia intensiva 

dalla norma CEI 64-4.

 

7.1.9 - IMPIANTO DI COMUNICAZIONE E SORVEGLIANZA

 

7.1.9.1 Ogni camera iperbarica deve essere dotata di un sistema di 

comunicazione e sorveglianza che consenta il suo corretto esercizio. L'impianto 

deve essere realizzato a regola d'arte con componenti anch'essi realizzati a 

regola d'arte.

 

7.1.9.2 Le apparecchiature di comando, gli amplificatori di potenza, i 

trasformatori di uscita, i monitors, ecc. connessi con i sistemi di 

comunicazioni e monitoraggio devono essere installati all'esterno della camera o 

rispondere alle indicazioni riportate al punto 7.1.3.2.

 

7.1.9.3 I trasduttori, i sensori e le apparecchiature di comunicazione 

posizionati all'interno delle camere devono rispondere a quanto indicato al 

punto 7.1.4.3.

 

7.1.10 - CARICHE ELETTROSTATICHE

 

7.1.10.1 Al fine di evitare accumulo pericoloso di cariche elettrostatiche il 

pavimento deve essere realizzato con materiale la cui resistenza di isolamento 

sia al di sotto dei limiti di seguito riportati:

- 1 M ž per misure effettuate su pavimenti di nuova installazione;

- 100 M ž successivamente al primo anno dall'installazione del pavimento.

 

7.1.10.2 Tutti i mobili devono essere metallici o in altro materiale 

elettricamente conduttore. Le superfici sulle quali possono essere posti oggetti 

spostabili devono essere senza vernici, lacche o pellicole isolanti. Tutti i 

pezzi in gomma devono essere in gomma antistatica o di un materiale equivalente. 

Parti in gomma dura, resine sintetiche o di qualsiasi materiale plastico non 

conduttore di elettricità non devono essere usati su alcun apparecchio a meno 

che non siano necessari come isolanti elettrici.

 

7.1.10.3 L'umidità relativa dell'aria deve essere non inferiore al 70%.

Gli strumenti di controllo dell'umidità relativa devono avere una tolleranza di 

misurazione non superiore al 5% del valore di fondo scala.

 

7.2 - Sistemi di circolazione dei flussi gassosi e climatizzazione dellacamera

Nel presente capitolo sono indicate e descritte le misure di sicurezza relative 

ai sistemi necessari per il funzionamento di una camera iperbarica e le 

condizioni climatiche e di benessere dell'ambiente interno.

 

7.2.1 - IMPIANTO DI PRODUZIONE E STOCCAGGIO DELL'ARIA COMPRESSA

L'aria compressa è il gas col quale deve sempre essere alimentata una camera 

iperbarica per raggiungere la pressione del trattamento iperbarico.

L'aria compressa può essere prodotta in due modi principali:

- aria sintetica ad alta pressione;

- aria naturale depurata e compressa.

 

7.2.1.1 L'aria sintetica essendo ottenuta dalla miscelazione di azoto ed 

ossigeno allo stato gassoso nel rapporto 21% O2 e 79% N, è quella che dà le 

maggiori garanzie di affidabilità, poiché non contiene inquinanti né umidità.

 

7.2.1.2 L'aria compressa generata dai compressori deve corrispondere agli 

standard per l'aria respirabile, che sono di seguito riportati:

Norme DIN 3188

- ossigeno atmosferico; 

- CO2 1.000 ppm; 

- CO 50 ppm; 

- olio 0.3 mg/m3; 

- acqua 50 mg/m3; 

- impurità solide: assenti. 

L'aria compressa prodotta dai vari tipi di compressore, ad alta o bassa 

pressione, a pistoni, rotativi, ecc.deve essere altamente filtrata per ottenere 

i valori richiesti dalle norme. Si consiglia di utilizzare sempre i compressori 

"Oil-free" del tipo a membrana perché forniscono aria esente da idrocarburi.

Per il funzionamento della camera iperbarica deve essere garantita una riserva 

d'aria sufficiente a pressurizzare la camera stessa fino alla sua massima 

pressione di esercizio, con una velocità di compressione non superiore a 0,98 

bar/min (corrispondente a dieci metri di altezza di colonna d'acqua al minuto) e 

provvedere alla ventilazione della camera iperbarica con un flusso di 20 l/min 

per persona per atmosfera, per la durata minima di 300 minuti, considerando il 

numero massimo di occupanti previsto dalla capienza della camera stessa, e 

comunque adeguata a quanto previsto dai protocolli terapeutici da utilizzare; 

oppure la camera iperbarica deve avere il supporto di un compressore ausiliario 

in grado di soddisfare l'esigenza della camera con una erogazione continua di 

aria pari a 20 l/min per persona, per il numero di persone e per la pressione di 

esercizio espressa in bar, ed aumentata del 50% (*).

 

 

(*) Nota: erogazione = 20 l/min x n. persone x n. bar x 1,5.

Inoltre esso deve essere autonomo, come fonte di energia primaria, dall'altro 

compressore.

Il deposito dell'aria compressa rientra nella normativa per il "deposito di 

sostanze che presentano pericolo di scoppio od incendio" (D.M. 16 febbraio 1982, 

Gazzetta Ufficiale n.98 del 9 aprile 1982 e C.M.I. n. 6 del 16 gennaio 1944).

L'aria compressa deve essere analizzata, prelevando un campioneal suo ingresso 

in camera iperbarica almeno una volta alla settimana. Se i dati rilevati sono 

fuori dalla norma, andranno eseguite tutte le manutenzioni necessari e fino al 

ristabilimento dei dati standard.

 

7.2.2 - IMPIANTO DISTRIBUZIONE E CONDIZIONAMENTODELL'ARIA COMPRESSA

Se il sistema di produzione e stoccaggio dell'aria compressa è del tipo ad alta 

pressione, l'aria compressa prima di essere inviata alla camera iperbarica dovrà 

anche essere ridotta di pressione.

La riduzione di pressione deve essere effettuata in modo tale chele valvole 

riduttrici di pressione abbiano una portata sufficiente a soddisfare la 

necessaria velocità di compressione della camera iperbarica.

Le tubazioni di trasferimento e distribuzione dell'aria compressa devono 

Essere realizzate in rame o acciaio inox per evitare la formazione di ruggine 

all'interno delle condotte.

Devono essere evitate le tubazioni in materiale plastico (scarico) anche se 

conduttivo, in quanto possono generare scariche elettrostatiche anche di 

notevole potenza.

L'aria compressa che arriva nella camera iperbarica, anche se nelle migliori 

condizioni fisico-chimiche (purezza, umidità, temperatura), all'interno della 

camera iperbarica si deteriora rapidamente sia per le azioni meccaniche 

(compressione e decompressione), che per la presenza delle persone (odori, 

traspirazione, respirazione).Per poter quindi mantenere l'interno della camera 

iperbarica in condizioni ottimali è necessario condizionare il microclima 

interno.

Detta operazione viene effettuata facendo passare l'aria compressa, attraverso 

una macchina esterna, appositamente costruita, che provvede al filtraggio e 

condizionamento del microclima sui valori desiderati.

Detti sistemi debbono essere attivati alcune ore prima dell'impiego delle camere 

iperbariche per permettere loro di andare a regime.

 

7.2.3 - IMPIANTO DI STOCCAGGIO E DISTRIBUZIONE DELL'OSSIGENO ED ALTRI GAS 

RESPIRATORI

L'ossigeno necessario per le terapie iperbariche è contenuto in bombole ad alta 

pressione (200 bar), assemblate in insiemi da 10/20 unità, o in batterie con 

collettori di raccordo, oppure in serbatoi allo stato liquido, ed in questo 

caso, quando viene gassificato, la sua pressione è intorno agli 8/9 bar. In 

entrambi i casi esistono norme specifiche per la sistemazione in sicurezza di 

questi depositi di ossigeno.

Nel caso in cui si abbia uno stoccaggio con contenitori, esso dovrà essere 

costituito ed installato con le modalità contenute nelle predette norme.

Dallo stoccaggio l'ossigeno dovrà essere ridotto di pressione con apposito 

riduttore di pressione per ossigeno e convogliato con una tubazione in rame 

oppure in tungum, raccordata con raccordi in bronzo od ottone fino al quadro di 

comando della camera iperbarica.

La tubazione, in funzione della sua lunghezza, deve avere un diametro adeguato e 

dovrà correre in modo sicuro (canaline o solido staffaggio), senza attraversare 

locali in cui una eventuale perdita di ossigeno potrebbe essere pericolosa 

(centrali elettriche, cucine, garage, etc.).

La