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ASSESSORATO
DELLA SANITA' |
REGIONE
SICILIA
Attuazione
nella Regione siciliana delle linee guida per la gestione delle camere
iperbariche e protocolli diagnostici e terapeutici per l'uso dell'ossigenoterapia
iperbarica.
Viste le circolari assessoriali: n. 385 del 6 agosto 1987 "Adeguamento delle normative di sicurezza degli impianti iperbarici"; n. 633 del 9 marzo 1992 "Norme relative alla rete iperbarica regionale"; n. 825 del 7 agosto 1998 "Circolare assessoriale n. 633/92 - Normative relative alla rete iperbarica regionale - Precisazioni";
Vista la comunicazione prot. n. DPS.VI/4.6/844 del 23 dicembre 1997, con la quale il Ministero della sanità informava che il Consiglio superiore di sanità aveva individuato le indicazioni per le quali esistevano evidenze scientifiche conclusive per l'ossigenoterapia iperbarica (OTI), facendo presente che solo per tali indicazioni l'onere della prestazione poteva essere posto a carico del servizio sanitario nazionale;
Viste le linee guide dell'ISPESL emanate dal Ministero della sanità con nota prot. n. DPS.VI/4.6/655 del 7 agosto 1998 "La gestione delle camere iperbariche multiposto in ambiente clinico";
Visto il documento del Consiglio superiore di sanità dal titolo "Protocolli diagnostici e terapeutici per l'uso dell'ossigenoterapia iperbarica (OTI)",
divulgato dal Ministero della sanità con nota circolare prot. n. DPS.VI/4.6/50 del 21 gennaio 1999, con il quale sono state ampliate su base sperimentale le indicazioni terapeutiche per l'ossigenoterapia iperbarica e definiti i protocolli diagnostici e terapeutici miranti a valutare la reale efficacia della OTI in tali patologie;
Preso atto che il Ministero della sanità con la circolare sopra esplicitata ha fatto presente che l'onere delle prestazioni erogate può essere posto a carico del servizio sanitario nazionale solo se le stesse vengono fornite nell'ambito dei predetti protocolli e che il periodo di sperimentazione dei protocolli è di due anni;
Ritenuto di dover conferire certezze notiziali alle citate indicazioni ministeriali;
Ritenuto, conseguentemente, di dover procedere all'emanazione formale delle stesse;
Decreta:
Art. 1
Per i motivi indicati in premessa, trovano attuazione nella Regione siciliana le linee guide ISPESL "La gestione delle camere iperbariche multiposto in ambiente clinico" e il documento del Consiglio superiore di sanità "Protocolli diagnostici e terapeutici per l'uso dell'ossigenoterapia iperbarica", che fanno parte integrante del presente decreto.
Art. 2
I centri iperbarici della Regione, nel trattamento delle patologie ammesse, dovranno attenersi alle procedure operative previste dai protocolli diagnostici
e terapeutici nonché provvedere alla compilazione delle schede statistiche di rilevazione allegate al documento del Consiglio superiore di sanità e all'invio delle stesse al Ministero della sanità.
Art. 3
Nella Regione siciliana i responsabili dei centri iperbarici pubblici sono i dirigenti di II livello preposti ai servizi di anestesia e rianimazione. I responsabili dei centri iperbarici privati dovranno essere in possesso della specializzazione in anestesia e rianimazione o in medicina iperbarica.
Art. 4
Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei conti e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 28 aprile 1999.
SANZARELLO
Registrato alla Corte dei conti, Sezione controllo per la Regione siciliana, addì 24 maggio 1999.
Reg. n. 1, Assessorato della sanità, fg. n. 7.
Allegati
LA GESTIONE IN SICUREZZA DELLE CAMERE IPERBARICHE MULTIPOSTO IN AMBIENTE CLINICO
Linee guida ISPESL
1 - CAMPO DI APPLICAZIONE
1.1 Il presente documento contiene misure per la sicurezza contro gli infortuni che possono occorrere a persone che operino o siano presenti all'esterno o all'interno di camere iperbariche multiposto utilizzate per trattamenti medici in ambiente clinico o struttura sanitaria, con esclusione delle camere iperbariche monoposto, di quelle trasportabili e di quelle adibite ad uso della protezione collettiva dei lavoratori.
1.2 Il presente documento non prevede obblighi per i protocolli medici e
sanitari, non definisce le possibili terapie effettuabili, non indica misure di
sicurezza per le necessità mediche di pronto soccorso, non limita la presenza di
dispositivi medici indispensabili per i vari tipi di trattamenti terapeutici e
non concerne le qualifiche professionali sanitarie.
2 - VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Il datore di lavoro, nell'ambito della valutazione del rischio di cui all'art. 4, comma 1 del decreto legislativo n. 626/94, individua le misure di sicurezza per le camere iperbariche tenendo conto anche delle informazioni e dei dati rilevabili ai fini dell'individuazione dei rischi connessi alla peculiarità dell'installazione e dell'utilizzo della camera iperbarica.
3 - MISURE DI SICUREZZA
Nei capitoli seguenti sono descritte misure di sicurezza per la gestione degli impianti iperbarici, che devono comunque essere valutate ed eventualmente integrate dai datori di lavoro gestori di impianti iperbarici, in fase di valutazione dei rischi.
4 - LOCALI DESTINATI ALLA INSTALLAZIONE DELLE CAMERE IPERBARICHE
Nel presente capitolo sono descritte le misure di sicurezza riguardanti i locali destinati al contenimento ed al funzionamento delle camere iperbariche.
4.1 L'edificio che ospita un Centro sanitario per terapia iperbarica deve essere conforme ai requisiti prescritti dalle disposizioni sulla prevenzione
incendi che prevedono, tra l'altro che sia acquisito il certificato di prevenzione incendi se la struttura sanitaria contiene più di 25 posti letto,
oppure il parere d'idoneità dei VV.F. se contiene fino a 25 posti letto. E' consigliabile, se possibile, prevedere un luogo per l'atterraggio e la manovra di elicotteri di emergenza.
4.2 La struttura sanitaria che effettua terapia iperbarica deve poter disporre anche di:
- sala per medicazioni;
- sala per urgenze e rianimazione;
- locale per lavaggio e disinfezione-sterilizzazione del materiale;
- locale "filtro" per materiale sporco, ove necessario;
- zona deposito per materiale pulito e sterile;
- locale per personale tecnico ed infermieristico;
- locale per personale medico.
4.3 Il locale che ospita una camera iperbarica deve essere ubicato al piano terra dell'edificio e rispondere ai requisiti previsti dalle vigenti norme
relative alle "installazioni pericolose" all'interno degli ospedali e/o case di cura e/o strutture ambulatoriali. In particolare le strutture devono essere resistenti al fuoco e le porte d'accesso devono essere del tipo tagliafuoco. Nel locale deve esistere un impianto antincendio e devono essere disponibili per gli operatori idonei sistemi di respirazione in caso d'incendio, in quanto gli operatori stessi non devono abbandonare il quadro di manovra e di controllo (consolle) durante l'eventuale emergenza. Il locale deve essere di dimensioni sufficienti per la camera iperbarica e per la relativa gestione nonché per le attività di supporto logistico dei pazienti. Esso deve poter permettere la rimozione della camera per eventuali ispezioni totali, per la sua manutenzione e per eventuali prove idrauliche. Nel locale deve essere proibito fumare e non devono essere accumulate sostanze combustibili o sostanze che possono dar luogo a miscele esplosive o pericolose.
4.4 La camera iperbarica deve essere posizionata in modo da poter essere accessibile da ogni lato per controlli ed ispezioni durante il funzionamento, da permettere le necessarie operazioni di manovra, l'agevole ingresso dei pazienti nel suo interno ed il posizionamento di strumentazioni di controllo (telecamere, sistemi per l'illuminazione ecc.).
4.5 Il pavimento del locale deve essere progettato e costruito in modo da poter sostenere il peso sia della camera iperbarica che delle attrezzature di supporto e funzionamento. Se si prevede la possibilità di effettuare nel locale prove idrauliche sulla camera iperbarica per eventuali future riparazioni o modifiche, il pavimento deve poter sopportare anche il peso della quantità d'acqua necessaria per l'esecuzione di tale prova di pressione.
4.6 Il locale adibito alla camera iperbarica deve essere attrezzato con un sistema d'illuminazione di emergenza che si attiva automaticamente qualora venga a mancare la sorgente principale di energia elettrica. Per tale evenienza il quadro di manovra e di controllo (consolle) deve essere dotato di un sistema di alimentazione elettrica di emergenza.
4.7 Il quadro di manovra e di controllo (consolle) della camera iperbarica deve essere posizionato in modo da non ostacolare la movimentazione di persone ed attrezzature e deve essere protetto da un impianto antincendio appropriato del locale che eviti la possibilità di innesco di corti circuiti nel quadro stesso.
4.8 Nei pressi del locale destinato ad accogliere la camera iperbarica devono essere previsti spazi:
- per lo stoccaggio delle attrezzature e dei gas;
- per i compressori e gli accumulatori;
- per il deposito di parti di ricambio;
- per la manutenzione e la riparazione delle attrezzature;
- per le pratiche amministrative ed i protocolli delle procedure d'impiego e
delle procedure d'emergenza.
5 - COSTRUZIONE DELLE CAMERE IPERBARICHE TERAPEUTICHE
Nel presente capitolo sono indicate e descritte le misure di sicurezza relative alle fasi di progettazione, costruzione e collaudo delle camere iperbariche terapeutiche.
5.1 Le camere iperbariche sono principalmente degli apparecchi a pressione al cui interno vengono eseguite terapie mediche, e come tali devono essere progettate, costruite e collaudate in ottemperanza a quanto prescritto specificamente dal regio decreto 12 maggio 1927, n. 824, dal D.M. 21 novembre 1972 e relative raccolte VSR M ed S, dal D.M. 21 maggio 1974 e relativa raccolta E, dalle circolari tecniche di aggiornamento dei citati decreti emanate dall'ex ANCC e dall'ISPESL e dalle altre norme relative alla costruzione, uso ed impiego dei dispositivi medici (Direttiva europea n. 93/42/CEE recepita in Italia con decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46 ).
5.2 Le camere iperbariche di nuova costruzione dovranno avere diametro (o dimensione minima) della sezione normale all'asse del fasciame tale da consentire il trattamento di pazienti in posizione eretta o seduta, o in decubito supino con l'assistenza continua del medico all'interno della camera iperbarica. La loro progettazione deve tener conto:
- della pressione massima necessaria per le terapie iperbariche da effettuare, maggiorata di un fattore pari a 1,25;
- delle dimensioni di ingombro delle attrezzature da introdurre;
- del numero di compartimenti necessari;
- del numero massimo dei pazienti da trattare contemporaneamente (max 12 presenze per compartimento);
- delle attrezzature di corredo fisse o removibili all'interno della camera;
- dell'introduzione e permanenza di eventuali barelle, sedie a rotelle, sedili;
- di portelli con chiusura autoclave.
5.3 Le spie visive da utilizzare per gli oblò di controllo, d'ispezione, di monitoraggio e d'illuminazione, nonché i fondelli piani e curvi per le aperture d'accesso, devono essere costruiti con materiali ammessi all'impiego per apparecchi a pressione dall'ISPESL, in accordo con la normativa in vigore.
5.4 Le guarnizioni da utilizzare per le aperture sul fasciame devono poter sopportare i movimenti relativi fra i bordi delle aperture sul fasciame e le membrature di chiusura dovuti alle dilatazioni termiche e devono essere idonee alla pressione di esercizio, alla temperatura massima ammissibile e compatibili con i gas presenti durante il funzionamento della camera iperbarica.
5.5 I portelli delle camere iperbariche possono essere circolari o rettangolari, devono essere a tenuta autoclave e devono comunque permettere un agevole ingresso dei pazienti, del personale sanitario d'assistenza e delle attrezzature utili per le terapie, nonché il passaggio di sedie a rotelle e barelle.
5.6 Per un buon funzionamento e controllo della camera iperbarica, già a livello di progettazione e costruzione deve essere previsto un sufficiente numero di aperture sulle pareti del fasciame, da utilizzare come oblò per le ispezioni visive, per l'illuminazione dall'esterno, per il monitoraggio televisivo, per il controllo diretto dell'interno, oppure aperture per i passaggi dei gas e delle miscele sintetiche di respirazione, per l'acqua, per la climatizzazione, per la ventilazione, per il sistema di comunicazioni, per il sistema di allarme, per il drenaggio, per l'illuminazione con fibre ottiche oppure da utilizzare come aperture di riserva per eventuali necessità future.
5.7 La camera iperbarica deve essere progettata per permettere l'entrata e l'uscita di persone durante il trattamento terapeutico prevedendo una camera di decompressione di capacità sufficiente a contenere almeno due persone ed eventuale sedia a rotelle.Deve essere previsto anche un vano passa-oggetti per il trasferimento di medicine o altro materiale che debbano essere introdotti con urgenza nella camera stessa.
5.8 Le sorgenti per l'illuminazione interna debbono essere progettate e ostruite per essere installate all'esterno della camera iperbarica e portare
l'illuminazione all'interno mediante fibre ottiche o elementi similari oppure attraverso oblò trasparenti; in tale ultimo caso la sorgente di luce non deve causare l'innalzamento della temperatura del materiale trasparente oltre quella massima prevista per lo stesso materiale dalla norma di ammissione all'impiego per apparecchi a pressione.
5.9 Le tubazioni della camera iperbarica interne o passanti attraverso la parete devono essere costruite in rame, in bronzo o in acciaio inossidabile perché questi materiali hanno proprietà anticorrosive, ignifughe, antistatiche ed inerti in presenza d'ossigeno.
5.10 Le camere iperbariche devono essere equipaggiate con un pavimento che sia strutturalmente in grado di sostenere le persone e le attrezzature necessarie per l'effettuazione delle terapie e delle manutenzioni. Il pavimento della camera deve essere costruito con materiale non ferroso, non combustibile ed antistatico e deve essere dotato di messa a terra efficiente ed equipotenziale col fasciame.
In presenza di una intercapedine fra pavimento e fondo, il pavimento deve essere dotato di aperture per permetterne l'accesso, l'ispezione e la pulizia. Se non è possibile disporre di tali aperture, il pavimento deve essere removibili.
Se il pavimento è costituito da elementi removibili, questi devono essere fermamente bloccati, con collegamenti non permanenti, alla struttura rigida e collegati ad essa in modo da ottenere una equipotenzialità elettrica.
5.11 I sedili e le suppellettili da installare devono essere costruiti con materiale ignifugo, antistatico, senza bordi taglienti o acuminati e devono
essere dotati di messa a terra per essere equipotenziali col fasciame.
5.12 Le imbottiture dei sedili e dei materassini devono essere ottenute da materiali ignifughi. Se viene usato materiale di rivestimento per attutire gli echi e i rumori, tale materiale deve essere ignifugo ed antistatico.
6 - PROPRIETA' DEI MATERIALI UTILIZZABILI ALL'INTERNO DELLE CAMERE IPERBARICHE
Nel presente capitolo sono descritte le proprietà dei materiali da utilizzare nelle camere iperbariche a condizione che la percentuale di ossigeno presente nell'aria all'interno di esse non superi il 23,5%. Sono inoltre indicati i materiali che non possono essere introdotti all'interno delle camere.
Molti materiali sono combustibili, cioè bruciano con fiamma in presenza di aria se innescati da una causa di accensione, ed il loro potere combustibile aumenta con l'aumentare della pressione dell'aria circostante o della percentuale di ossigeno presente nell'aria.
Per questo motivo in generale bisogna introdurre nelle camere iperbariche soltanto materiali incombustibili o difficilmente combustibili.
6.1 Gli arredi e le dotazioni di una camera iperbarica devono essere costruiti con materiale di classe 0 o 1 ai fini della prevenzione incendi.
6.2 Le vernici e le pitture da utilizzare all'interno della camera iperbarica devono essere ignifughe, durevoli e non devono esalare vapori tossici o miscele combustibili. Le vernici devono essere di tipo inorganico, a base di zinco e con epossido di alta qualità o equivalente.
Se sul luogo di installazione vengono effettuate verniciature e pitturazioni dopo che le camere iperbariche sono state autorizzate a funzionare, prima di iniziare una terapia devono trascorrere almeno 72 ore dalla verniciatura o pitturazione generale, ed almeno 30 minuti per ritocchi con vernici ad acqua, ed è necessario accertarsi che nella camera non siano rimasti residui di vapori tossici o dannosi o di miscele combustibili o esplosive.
6.3 Le attrezzature per l'effettuazione della terapia iperbarica sono realizzate generalmente in gomma o materiale plastico, quindi costituiscono un potenziale accumulo di materiale combustibile (maschere, erogatori, caschi, tubazioni, palloni, ecc.). Esse non possono essere eliminate ma, se di facile rimozione, devono essere ridotte al numero minimo necessario per i pazienti da trattare contemporaneamente.
6.4 I silenziatori utilizzati per attenuare il rumore dell'aria circolante possono accumulare residui oleosi dell'aria stessa se questa non è ben filtrata, perciò essi vanno verificati e puliti con periodicità settimanale. Se la quantità dei residui è consistente, bisogna sottoporre l'aria ad analisi per controllarne la conformità alle norme DIN 3188.
Il risultato del controllo dell'aria deve essere riportato sul registro di controllo e manutenzione degli impianti con periodicità almeno trimestrale.
6.5 I prodotti anestetici da utilizzare eventualmente all'interno della camera non devono essere infiammabili e non devono produrre miscele esplosive o infiammabili.
6.6 Lo spazio fra il pavimento e la parete sottostante delle camere iperbariche deve essere pulito settimanalmente per evitare l'accumulo di polvere, capelli, laniccia e sporcizia in genere; queste sostanze infatti possono costituire accumulo di materiale combustibile.
Particolare cura deve essere posta nella pulizia dei terminali delle sonde per il prelievo dell'aria all'interno della camera per la misurazione della percentuale di ossigeno.
6.7 Deve essere vietato introdurre nelle camere oggetti non preventivamente autorizzati, e comunque oggetti che possano produrre scariche elettriche, scariche elettrostatiche, scintille, combustioni attive, come ad esempio lampade, radio, telefoni, televisori, accendini, scaldini, giocattoli metallici o combustibili o con parti in movimento che producono scintille, pile non protette.
6.8 Sono vietati meccanismi che utilizzano come lubrificante olii e grassi (cuscinetti a sfere, valvole a sfera, sedie a rotelle o barelle con ruote oliate, ecc.).
6.9 Deve essere vietato introdurre liquidi che possono essere causa di emanazione di vapori o gas infiammabili, o gas e vapori che possono dar luogo a miscele esplosive, come ad esempio prodotti per le pulizie della camera, per l'igiene personale, per necessità mediche, per verniciature particolari o altro.
6.10 La gestione ed il controllo dei materiali strutturali o di quelli da introdurre nella camera iperbarica sia per motivi medici, sia per motivi terapeutici, sia per motivi di benessere dei pazienti, sia per motivi di funzionamento proprio dell'impianto iperbarico, sia perché indossati o portati da pazienti o da personale medico e infermieristico, devono essere affidati, a cura e responsabilità del datore di lavoro, a personale qualificato e ben informato.
7 - SISTEMI DA INSTALLARE IN UNA CAMERA IPERBARICA
Nel presente capitolo vengono esaminati i seguenti impianti e sistemi necessari per il funzionamento in sicurezza delle camere iperbariche:
- impianto elettrico;
- sistemi di circolazione dei flussi gassosi;
- sistema antincendio.
7.1 - Impianto elettrico Nel presente capitolo sono descritte le misure di sicurezza relative agli impianti elettrici, alle apparecchiature elettriche ed ai pericoli derivanti da strumentazioni elettriche.
Le prescrizioni relative all'impianto elettrico si basano sul presupposto che all'interno delle camere iperbariche multiposto non devono aversi concentrazioni di ossigeno nell'aria superiori al 23,5% sia in funzionamento normale che in funzionamento anormale ragionevolmente prevedibile.
L'individuazione delle caratteristiche degli impianti elettrici è stata fatta ipotizzando la presenza di tre barriere fra l'esercizio delle camere in condizioni di sicurezza e la situazione di pericolo.
Le tre barriere ipotizzate sono:
- l'erogazione di ossigeno attraverso dispositivi funzionanti solo in presenza di un paziente;
- il monitoraggio continuo della percentuale di ossigeno al l'interno della camera;
- la realizzazione di impianti elettrici, all'interno della camera, in esecuzioni a sicurezza intrinseca.
In casi particolari è possibile usare soluzioni alternative alle singole barriere indicate purché vengano comunque garantite uguali condizioni di sicurezza assicurate dalle tre barriere.
L'abbattimento di due barriere deve provocare il blocco e la messa in sicurezza dell'impianto.
7.1.1 La collocazione delle camere iperbariche all'interno di una struttura sanitaria deve essere fatta tenendo conto di tutte le possibili situazioni di rischio presenti nella struttura sanitaria al cui interno la camera è ambientata e delle possibili ripercussioni che possono trasmettersi da una struttura all'altra. In particolare devono essere valutate:
- tutte le caratteristiche dei componenti e impianti elettrici che possono avere effetti nocivi sugli altri componenti elettrici o sugli altri servizi o, che siano tali da compromettere il funzionamento della sorgente elettrica;
- la frequenza e la qualità della manutenzione che si può ragionevolmente prevedere nel corso della vita prevista dell'impianto;
- l'accessibilità ai componenti elettrici sia per quanto riguarda le operazioni di manutenzione sia per quanto riguarda possibili situazioni di emergenza.
7.1.2 - PROGETTAZIONE E COMPONENTI
L'impianto elettrico deve essere realizzato a regola d'arte. Gli impianti
realizzati secondo le indicazioni della norma CEI 64-4 "impianti elettrici nei
locali adibiti ad uso medico", per i locali di terapia intensiva, della norma
CEI 64-8 "impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a
1.000 V in corrente alternata e a 1.500 V in corrente continua", per gli
ambienti a maggior rischio in caso di incendio, ed alla norma CEI 64-2 "impianti
elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione" con le modifiche apportate in
questo capitolo, si considerano eseguiti a regola d'arte. Le disposizioni di
questo capitolo non sono esaustive per tutte le situazioni di rischio; in
particolare per situazioni di rischio non usuali devono essere ricercate
specifiche disposizioni in materia.
Tutti i componenti devono essere realizzati a regola d'arte. I componenti
realizzati secondo le specifiche norme CEI si considerano realizzati a regola
d'arte.
7.1.3 - IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE
7.1.3.1 - Installazione
Gli impianti e gli apparecchi d'illuminazione, ad eccezione di quanto riportato
agli articoli 7.1.3.2 e 7.1.3.3, devono essere installati all'esterno delle
camere e devono essere posizionati in maniera da illuminare l'interno delle
camere attraverso opportuni oblò o mezzi di trasporto della luce (ad esempio
fibre ottiche). I componenti degli oblò devono:
- essere conformati in maniera da non subire deterioramenti o rotture provocati
dalle sollecitazioni meccaniche e termiche causate dalle lampade;
- non raggiungere temperature tali da innescare possibili incendi all'interno
della camera.
I mezzi di trasmissione della luce devono:
- essere adatti alle connessioni realizzate in fibra ottica o sistemi
equivalenti;
- avere guarnizioni che consentano la dilatazione termica delle giunzioni e che
siano affidabili in relazione alla temperatura, alla pressione ed al tipo di
gas. Le guarnizioni ad anello devono essere posizionate, per esempio,
all'interno di opportune sedi, così da impedire la loro rottura o il loro
deterioramento; le guarnizioni possono anche essere realizzate con il
funzionamento a doppia battuta, per sostenere le dilatazioni termiche e la
pressione interna.
7.1.3.2 - Apparecchi d'illuminazione interni
E' consentito installare apparecchi d'illuminazione interni purché:
- siano di tipo chiuso, e pressurizzato con circolazione di aria pulita o gas
inerte ad una pressione di almeno 0,25 kPa superiore alla massima pressione di
esercizio della camera. Essi, inoltre, devono essere muniti di dispositivi di
controllo della pressione e della temperatura che intervengano nel caso in cui
la pressione scenda al di sotto di 0,25 kPa o la temperatura superi 60°C;
- gli alimentatori e gli altri accessori, nel caso si usino lampade
fluorescenti, siano posizionati fuori della camera in appositi contenitori
opportunamente ventilati;
- i componenti elettrici dell'impianto fisso d'illuminazione siano in grado di
resistere ad una pressione di esercizio pari ad 1,5 volte la pressione massima
di esercizio della camera. Le lampade elettriche portatili devono essere
rispondenti alle prescrizioni riportate al punto 7.1.6.
7.1.3.3 - Illuminazione di sicurezza
Le camere dotate di apparecchi d'illuminazione interni (rif. 7.1.3.2) devono
essere dotate di impianto d'illuminazione di sicurezza esterna ad attivazione
automatica (rif. 7.1.5.1).
7.1.4 - IMPIANTI DI SERVIZIO
7.1.4.1 - Alimentazione elettrica
Le condutture di alimentazione della camera non devono attraversare altri luoghi
a maggior rischio in caso di incendio o devono essere realizzate in maniera da
resistere all'incendio per il tempo necessario alla messa in sicurezza della
camera. Tale protezione deve essere garantita anche nel caso d'incendio che si
sviluppi in prossimità della camera mentre essa è in funzione.
7.1.4.2 - Apparecchiature elettriche
I quadri, gli interruttori, i fusibili, i contatori, i trasformatori, i
reattori, ecc., necessari per il funzionamento degli impianti elettrici fissi
devono essere posizionati fuori dalla camera iperbarica.
Si raccomanda vivamente di non installare motori elettrici all'interno delle
camere.
Quando risulta assolutamente indispensabile installare motori elettrici
all'interno delle camere essi devono essere pressurizzati con aria o gas inerte
(rif. 7.1.3.2) o devono essere dotati di equivalenti sistemi di sicurezza.
7.1.4.3 - Sistemi di controllo e comando
Tutte le apparecchiature elettriche ed i dispositivi di controllo e comando
devono essere posizionati all'esterno della camera nelle sue immediate
vicinanze. I sistemi elettrici per il controllo dei parametri ambientali
utilizzanti sensori o trasduttori, installati all'interno della camera o a
contatto diretto con la sua atmosfera, devono essere a sicurezza intrinseca di
categoria "ia", gruppo IIC e classe della temperatura T5 come definito dalle
relative norme CEI.
7.1.4.4 - Presenza di ossigeno
I quadri ed i banchi di comando e gli altri dispositivi al cui interno sono
contemporaneamente ubicati condutture di ossigeno e componenti elettrici devono
essere permanentemente ventilati o monitorati al fine di evitare o evidenziare
la presenza di concentrazioni pericolose di ossigeno al loro interno quando i
componenti elettrici sono in tensione.
7.1.4.5 - Prese a spina ad installazione fissa
E' vietato installare prese a spina all'interno delle camere. Qualora la loro
installazione risulti indispensabile esse devono essere di tipo interbloccato ed
in esecuzione di sicurezza contro le esplosioni (ex), gruppo II, sottogruppo
B+H2 quando previsto dall'esecuzione di sicurezza scelta, classe di temperature
T5.
7.1.4.6 - Grado di protezione degli involucri
Le apparecchiature elettriche interne alla camera devono essere protette dalla
penetrazione dell'acqua (grado di protezione non inferiore a IP X5 secondo la
norma CEI 70-1). La protezione deve essere mantenuta fino a quando la camera non
viene decompressa.
7.1.5- SISTEMI DI SICUREZZA
7.1.5.1 - Alimentazione
Tutte le camere iperbariche predisposte per la cura di persone devono essere
dotate oltre che di alimentazione ordinaria anche di alimentazione di sicurezza.
Le camere iperbariche ubicate negli ospedali possono essere connesse
all'impianto di sicurezza dell'ospedale. Il tempo di intervento della sorgente
di sicurezza deve essere non superiore a 15 s. L'autonomia della sorgente deve
essere tale da far funzionare in sicurezza o da mettere in sicurezza la camera.
Quando necessario, per ciascun circuito deve essere predisposto un sistema
ritardato manuale o automatico di rialimentazione al fine di evitare un
sovraccarico transitorio eccessivo della sorgente di sicurezza nella fase di
ripresa dell'energia.
7.1.5.2 - Circuiti di sicurezza
Tutte le apparecchiature elettriche che supportano funzioni vitali devono essere
connesse con l'impianto elettrico di sicurezza. Esempi non esaustivi di
apparecchiature vitali sono:
a) prese a spina ubicate all'interno delle camere;
b) impianto di illuminazione di sicurezza;
c) sistemi di comunicazione e sorveglianza;
d) impianti di allarme e segnalazione;
e) impianto antincendio. Le pompe (se installate) devono essere alimentate
tramite circuito separato dedicato;
f) dispositivi di comando per la pressurizzazione e depressurizzazione della
camera, se questi sistemi risultano automatizzati.
7.1.5.3 - Controllo dell'atmosfera della camera
Tutte le apparecchiature elettriche, compresi gli ausiliari, necessarie per il
controllo dell'atmosfera della camera devono essere collegate a regola d'arte
all'impianto di sicurezza (generatore di emergenza).
Quando la riserva d'aria è in grado di mantenere la pressione e la ventilazione
dentro la camera, e le camere sono provviste di stoccaggio di aria ad alta
pressione di sufficiente capacità volumetrica per una sua veloce
pressurizzazione, non è necessaria una seconda sorgente di energia per
assicurare ai pazienti nella camera un'adeguata ventilazione e proteggerli da
una rapida decompressione.
7.1.5.4 - Continuità di esercizio
I sistemi di controllo e di allarme devono essere progettati in maniera che non
possano manifestarsi condizioni di pericolo (per esempio la perdita del
controllo della pressione, allarmi spuri, ecc.) nelle fasi di mancanza di
energia elettrica o nella fase del suo ripristino.
7.1.6 - APPARECCHI PORTATILI
Le apparecchiature elettriche ed elettroniche, comprese quelle alimentate a
batteria, devono essere costruite a regola d'arte e rispondere ad almeno uno dei
seguenti requisiti:
- essere costruite a sicurezza intrinseca (categoria "ia", gruppo IIC, classe
della temperatura T5); oppure
- essere di tipo pressurizzato in aria o gas inerte (rif. anche 7.1.4. l);
oppure
- essere del tipo ermeticamente sigillato riempito con gas inerte e progettate
per essere automaticamente sezionate elettricamente quando la temperatura
interna della lampada supera i 120°C o quando la pressione interna subisce
variazioni superiori al 10% della pressione iniziale.
Qualora debbano essere utilizzati apparecchi elettromedicali non realizzati a
sicurezza intrinseca, il loro uso può essere ammesso soltanto se la camera è
munita di efficienti segnalatori della percentuale d'ossigeno che, in caso di
aumento dell'ossigeno di oltre il 23,5%, interrompono automaticamente
l'alimentatore dell'ossigeno e immettono aria nei circuiti dell'ossigeno stesso;
inoltre deve essere in funzione il "lavaggio" dell'aria ambiente, cioè un
drenaggio continuo dell'aria che viene sostituita continuamente da aria
controllata.
7.1.7 - RISCHIO DI ESPLOSIONE
Deve essere impedita la presenza d'ossigeno in concentrazione superiore al
23,5%.
Nessun componente installato o usato all'interno della camera deve presentare
rischi d'esplosione o implosione.
7.1.8 - PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI
La camera deve essere collegata al nodo equipotenziale e la resistenza di
collegamento deve essere non superiore a 0,15 ž. Ai fini della protezione contro
i contatti indiretti e dell'equipotenzializzazione del potenziale la camera deve
essere fornita di tutti i dispositivi previsti per i locali di terapia intensiva
dalla norma CEI 64-4.
7.1.9 - IMPIANTO DI COMUNICAZIONE E SORVEGLIANZA
7.1.9.1 Ogni camera iperbarica deve essere dotata di un sistema di
comunicazione e sorveglianza che consenta il suo corretto esercizio. L'impianto
deve essere realizzato a regola d'arte con componenti anch'essi realizzati a
regola d'arte.
7.1.9.2 Le apparecchiature di comando, gli amplificatori di potenza, i
trasformatori di uscita, i monitors, ecc. connessi con i sistemi di
comunicazioni e monitoraggio devono essere installati all'esterno della camera o
rispondere alle indicazioni riportate al punto 7.1.3.2.
7.1.9.3 I trasduttori, i sensori e le apparecchiature di comunicazione
posizionati all'interno delle camere devono rispondere a quanto indicato al
punto 7.1.4.3.
7.1.10 - CARICHE ELETTROSTATICHE
7.1.10.1 Al fine di evitare accumulo pericoloso di cariche elettrostatiche il
pavimento deve essere realizzato con materiale la cui resistenza di isolamento
sia al di sotto dei limiti di seguito riportati:
- 1 M ž per misure effettuate su pavimenti di nuova installazione;
- 100 M ž successivamente al primo anno dall'installazione del pavimento.
7.1.10.2 Tutti i mobili devono essere metallici o in altro materiale
elettricamente conduttore. Le superfici sulle quali possono essere posti oggetti
spostabili devono essere senza vernici, lacche o pellicole isolanti. Tutti i
pezzi in gomma devono essere in gomma antistatica o di un materiale equivalente.
Parti in gomma dura, resine sintetiche o di qualsiasi materiale plastico non
conduttore di elettricità non devono essere usati su alcun apparecchio a meno
che non siano necessari come isolanti elettrici.
7.1.10.3 L'umidità relativa dell'aria deve essere non inferiore al 70%.
Gli strumenti di controllo dell'umidità relativa devono avere una tolleranza di
misurazione non superiore al 5% del valore di fondo scala.
7.2 - Sistemi di circolazione dei flussi gassosi e climatizzazione dellacamera
Nel presente capitolo sono indicate e descritte le misure di sicurezza relative
ai sistemi necessari per il funzionamento di una camera iperbarica e le
condizioni climatiche e di benessere dell'ambiente interno.
7.2.1 - IMPIANTO DI PRODUZIONE E STOCCAGGIO DELL'ARIA COMPRESSA
L'aria compressa è il gas col quale deve sempre essere alimentata una camera
iperbarica per raggiungere la pressione del trattamento iperbarico.
L'aria compressa può essere prodotta in due modi principali:
- aria sintetica ad alta pressione;
- aria naturale depurata e compressa.
7.2.1.1 L'aria sintetica essendo ottenuta dalla miscelazione di azoto ed
ossigeno allo stato gassoso nel rapporto 21% O2 e 79% N, è quella che dà le
maggiori garanzie di affidabilità, poiché non contiene inquinanti né umidità.
7.2.1.2 L'aria compressa generata dai compressori deve corrispondere agli
standard per l'aria respirabile, che sono di seguito riportati:
Norme DIN 3188
- ossigeno atmosferico;
- CO2 1.000 ppm;
- CO 50 ppm;
- olio 0.3 mg/m3;
- acqua 50 mg/m3;
- impurità solide: assenti.
L'aria compressa prodotta dai vari tipi di compressore, ad alta o bassa
pressione, a pistoni, rotativi, ecc.deve essere altamente filtrata per ottenere
i valori richiesti dalle norme. Si consiglia di utilizzare sempre i compressori
"Oil-free" del tipo a membrana perché forniscono aria esente da idrocarburi.
Per il funzionamento della camera iperbarica deve essere garantita una riserva
d'aria sufficiente a pressurizzare la camera stessa fino alla sua massima
pressione di esercizio, con una velocità di compressione non superiore a 0,98
bar/min (corrispondente a dieci metri di altezza di colonna d'acqua al minuto) e
provvedere alla ventilazione della camera iperbarica con un flusso di 20 l/min
per persona per atmosfera, per la durata minima di 300 minuti, considerando il
numero massimo di occupanti previsto dalla capienza della camera stessa, e
comunque adeguata a quanto previsto dai protocolli terapeutici da utilizzare;
oppure la camera iperbarica deve avere il supporto di un compressore ausiliario
in grado di soddisfare l'esigenza della camera con una erogazione continua di
aria pari a 20 l/min per persona, per il numero di persone e per la pressione di
esercizio espressa in bar, ed aumentata del 50% (*).
(*) Nota: erogazione = 20 l/min x n. persone x n. bar x 1,5.
Inoltre esso deve essere autonomo, come fonte di energia primaria, dall'altro
compressore.
Il deposito dell'aria compressa rientra nella normativa per il "deposito di
sostanze che presentano pericolo di scoppio od incendio" (D.M. 16 febbraio 1982,
Gazzetta Ufficiale n.98 del 9 aprile 1982 e C.M.I. n. 6 del 16 gennaio 1944).
L'aria compressa deve essere analizzata, prelevando un campioneal suo ingresso
in camera iperbarica almeno una volta alla settimana. Se i dati rilevati sono
fuori dalla norma, andranno eseguite tutte le manutenzioni necessari e fino al
ristabilimento dei dati standard.
7.2.2 - IMPIANTO DISTRIBUZIONE E CONDIZIONAMENTODELL'ARIA COMPRESSA
Se il sistema di produzione e stoccaggio dell'aria compressa è del tipo ad alta
pressione, l'aria compressa prima di essere inviata alla camera iperbarica dovrà
anche essere ridotta di pressione.
La riduzione di pressione deve essere effettuata in modo tale chele valvole
riduttrici di pressione abbiano una portata sufficiente a soddisfare la
necessaria velocità di compressione della camera iperbarica.
Le tubazioni di trasferimento e distribuzione dell'aria compressa devono
Essere realizzate in rame o acciaio inox per evitare la formazione di ruggine
all'interno delle condotte.
Devono essere evitate le tubazioni in materiale plastico (scarico) anche se
conduttivo, in quanto possono generare scariche elettrostatiche anche di
notevole potenza.
L'aria compressa che arriva nella camera iperbarica, anche se nelle migliori
condizioni fisico-chimiche (purezza, umidità, temperatura), all'interno della
camera iperbarica si deteriora rapidamente sia per le azioni meccaniche
(compressione e decompressione), che per la presenza delle persone (odori,
traspirazione, respirazione).Per poter quindi mantenere l'interno della camera
iperbarica in condizioni ottimali è necessario condizionare il microclima
interno.
Detta operazione viene effettuata facendo passare l'aria compressa, attraverso
una macchina esterna, appositamente costruita, che provvede al filtraggio e
condizionamento del microclima sui valori desiderati.
Detti sistemi debbono essere attivati alcune ore prima dell'impiego delle camere
iperbariche per permettere loro di andare a regime.
7.2.3 - IMPIANTO DI STOCCAGGIO E DISTRIBUZIONE DELL'OSSIGENO ED ALTRI GAS
RESPIRATORI
L'ossigeno necessario per le terapie iperbariche è contenuto in bombole ad alta
pressione (200 bar), assemblate in insiemi da 10/20 unità, o in batterie con
collettori di raccordo, oppure in serbatoi allo stato liquido, ed in questo
caso, quando viene gassificato, la sua pressione è intorno agli 8/9 bar. In
entrambi i casi esistono norme specifiche per la sistemazione in sicurezza di
questi depositi di ossigeno.
Nel caso in cui si abbia uno stoccaggio con contenitori, esso dovrà essere
costituito ed installato con le modalità contenute nelle predette norme.
Dallo stoccaggio l'ossigeno dovrà essere ridotto di pressione con apposito
riduttore di pressione per ossigeno e convogliato con una tubazione in rame
oppure in tungum, raccordata con raccordi in bronzo od ottone fino al quadro di
comando della camera iperbarica.
La tubazione, in funzione della sua lunghezza, deve avere un diametro adeguato e
dovrà correre in modo sicuro (canaline o solido staffaggio), senza attraversare
locali in cui una eventuale perdita di ossigeno potrebbe essere pericolosa
(centrali elettriche, cucine, garage, etc.).
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