CENSIMENTO
DEGLI INCIDENTI DISBARICI
Continua la raccolta dati riguardanti le Patologie da
Decompressione. L’iniziativa, proposta dalla S.I.M.S.I dal 2002, vede
impegnati sempre più numerosi i Centri Iperbarici in Italia.
Le finalità per cui da ormai quattro anni è nato il “censimento”
sono state quelle di poter mettere a disposizione di ricercatori, e quanti
interessati, dati sufficientemente attendibili riferiti alla patologia da
decompressione, con la possibilità di valutarne annualmente l’incidenza,
confrontare le diverse casistiche e individuare margini di miglioramento nella
gestione del soccorso e della terapia.
Abbiamo quindi messo a punto un sistema di rilevazione cercando di
formularlo nella maniera più semplice ed accessibile al fine di ottenere la più
ampia partecipazione dei colleghi operanti in tutti i centri iperbarici del
paese.
La “Griglia di
rilevamento” nella sua formulazione originale ha già subito
aggiornamenti, ed è comunque suscettibile di ulteriori integrazioni sulla base
delle proposte di quanti interessati a raccogliere ed evidenziare altre notizie.
La “Griglia”
deve essere compilata dal Medico del Centro Iperbarico possibilmente
all’arrivo dell’incidentato, direttamente in computer, e deve essere inviata
via e-mail a embolia@virgilio.it. Le informazioni di
tutte le griglie correttamente compilate, pervenute a embolia@virgilio.it sono in seguito
inserite in un prospetto generale da cui è possibile rilevare e
comparare i referti di tutti i Centri e che viene annualmente recapitato
ai centri che partecipano alla raccolta e a quanti ne facciano richiesta .
In qualità di coordinatore del censimento, devo ringraziare i colleghi,
(… e anche qualche tecnico iperbarico) gli amici, che da subito si sono
lasciati coinvolgere in questo progetto e hanno dato consigli e proposto
soluzioni, e tutti quelli che in seguito si sono aggiunti e puntualmente
continuano a inviare le griglie correttamente compilate. In questo modo,
nonostante l’oggettiva difficoltà da parte del medico, specie se non
subacqueo, ad investigare e riferire comportamenti non corretti durante
l’immersione, sarà possibile migliorare la qualità delle notizie raccolte
sulle condizioni favorenti la comparsa di PDD (tra cui la presenza di shunts
dx-sx, che peraltro non sempre vengono ricercati anche a seguito di episodi
immeritati o plurimi), sulla evoluzione di eventuali deficit esitati al termine
del trattamento ricompressivo e delle terapie riabilitative.
Interessante sarebbe poi avere riferimenti attendibili
sul numero e le circostanze degli incidenti subacquei causa di decesso, … ma
questi non arrivano ai Centri Iperbarici .
In questi anni abbiamo dato corpo a una casistica sicuramente interessante
e… non solo da un punto di vista epidemiologico (in effetti i nostri dati non
sono difformi da quelli pubblicati in altri paesi, per quanto riguarda tipologia
di immersione, comportamenti a rischio, incidenza di sintomi, età, sesso dei
sub,…). I dati raccolti, infatti, non solo ci permettono di verificare la
progressiva e costante diminuzione del numero dei casi di PDD registrati in
questi anni (Motivi:…si fanno meno immersioni?,…sono differenti le
immersioni?,…sono cambiati i “subacquei”?,…oppure non conosciamo il
numero dei morti in acqua?), ma
anche, perché no???, l’efficacia delle procedure terapeutiche e
l’efficienza nella gestione dell’incidentato subacqueo di numerosi centri
iperbarici nel nostro paese.
Paolo Della Torre
Consigliere
SIMSI
embolia@virgilio.it